Concerto conclusivo 37a Stagione di Musica Antica

QUARTO CONCERTO: DOMENICA 23 MAGGIO 2010

Il terzo concerto che ha illustrato il tema caratterizzante la 37° stagione, cioè: L'organo e il cembalo a Napoli tra Cabezón e Frescobaldi, tenutosi domenica 16, ha visto ancora una volta l’apprezzamento di un numeroso e attento pubblico che ha riempito la chiesa e ha seguito con partecipazione le bellissime esecuzioni dell’ organista e clavicembalista Christopher Stembridge all’organo di Vincenzo Colombi e al clavicembalo cromatico, un raro strumento che invece dei soliti 12 tasti per ottava ne ha ben 19, dando modo all’esecutore di suonare anche i semitoni che normalmente sulla tastiera sono unificati in un unico tasto. Si è esibita pure l’arpista Mara Galassi che ha suonato un’arpa a tre registri sia da sola sia accompagnata al clavicembalo cromatico. Entrambi hanno illustrato peculiarità degli strumenti e delle musiche, fatto che ha reso ancora più gradito e consapevole l‘ascolto.

Domenica 23 maggio, sempre con inizio alle ore 17 e sempre ad ingresso libero, presentiamo il quarto concerto che com’è ormai tradizione da molti anni, è fuori tema e illustra delle particolarità. Quest’anno l’organista Mauricio Pergelier, già presente in passate edizioni della rassegna, insieme con la moglie Edith Pergelier, soprano, presenterà un programma molto particolare, incentrato su musiche che influenzate dalla letteratura iberica, di Spagna e Portogallo, illustrerà le musiche composte nelle colonie dell'America latina, tratte dai manoscritti del Guatemala, Cile, Bolivia e Messico, oltre che scritte da A. de Cabezón, F. de Soto, J . Bermudo. clip_image002_003 Solo da alcuni anni nell’America Latina si va riscoprendo un patrimonio di musiche vocali e strumentali da tempo date per disperse a causa dei continui e travolgenti eventi storici che tutti sappiamo iniziati nella prima metà del Cinquecento con il genocidio di quelle popolazioni. Tale patrimonio tlacoch segna la netta cesura tra la musica coltivata nelle antiche civiltà mesoamericane e l’introduzione di elementi d’importazione europea. Esso è testimonianza del rapporto tra le tribù degli indios e la forzata attività di “redenzione” posta in atto dal clero cattolico giunto al seguito delle numerose orde di avidi conquistadores. Tra i brani rinvenuti vanno ricordate inedite musiche vocali e strumentali di Domenico Zipoli che, nato a Prato nel 1688, dopo i primi studi con Bernardo Pasquini, si era stabilito dapprima a Siviglia (1716) come novizio della Compagnia del Gesù ed in seguito, fino alla morte, a Cordoba (Argentina), allora Paraguay. Anche nelle musiche degli altri autori si rinvengono citazioni e ricordi di musiche autoctone indoamericane. Possiamo aggiungere, in conclusione, che la diffusione della musica europea in America latina vide la costruzione, specialmente in Messico dove ancora sopravvivono, preziosi organi con straordinarie casse decorate che ricordano, anche se con alcune peculiarità locali, gli strumenti iberici. Sono strumenti in cui spesso le canne di facciata sono dipinte con motivi antromorfi e floreali. In alcuni casi le bocche e le labbra di queste canne sono verniciate con teste di indios che sembrano dare voce allo strumento. Nelle foto sopra si possono intravedere le pitture.

Conoscendo la competenza del maestro, l’esecuzione sarà un’autentica rarità da non lasciarsi sfuggire.

Si ricorda che con inizio alle 15.30 c’è l’offerta della visita guidata alle bellezze storiche e artistiche della cittadina medievale di Valvasone. Entrambi gli appuntamenti sono sempre ad ingresso libero. (a cura di Pierangelo D’Andrea)

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