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Visualizzazione dei post con l'etichetta erbe e piante del friuli

Praforte–Castelnuovo del Friuli

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Praforte è una frazione, composta all’epoca in cui era ancora abitata, da una decina di case; nel 1969 gli abitanti vennero fatti evacuare a causa del dissesto geologico che ne comprometteva la sicurezza. Non senza rammarico, la piccola località fu abbandonata e negli anni successivi il decadimento fu inesorabile. Una bella camminata, attraverso i boschi della zona, ci offre numerose specie di piante spontanee.

Ultimo appuntamento con “…tra Meduna e Tagliamento…”- venerdì 30 novembre “Specie spontanee ad uso alimentare con particolare riguardo alla pianura friulana”

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In sintesi ecco il tema della serata di venerdì 30 novembre ,  sempre presso la  Sala Roma alle ore 20.30,  relatore sarà Elisa Pellegrini , laureata in  Scienze e Tecnologie per l'Ambiente e la Natura:  Il problema dell’alimentazione è un tema sempre più presente nella società d’oggi: si mangia troppo e male, non assumendo vitamine e sali minerali a sufficienza. Ci si è allontanati sempre più dalla dieta sana e salutare, più vicina alla “terra”, per sostituirla con cibi ricchi e calorici che oggi abbondano sui nostri piatti. Siamo contornati da quelle che chiamiamo “erbacce” eppure molte di queste, al di là delle loro probabili proprietà curative, sono commestibili, in parte o totalmente: si potranno raccogliere e preparare fiori, foglie, radici e frutti. Delle molte specie selvatiche non tutte sono edibili, alcune sono anche velenose, per cui sarà importante discriminare con estrema certezza le une dalle altre. Dal comune Dente di leone o Tarassaco (Tarax...

…tra Meduna e Tagliamento… venerdì 23 novembre - Roberto Petracco “La pianura occidentale friulana”

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Terzo appuntamento, venerdì 23 novembre alle ore 20.30 presso la Sala Roma di Valvasone, con le serate dell’iniziativa “…tra Meduna e Tagliamento…”. Roberto Petracco , botanico, relazionerà su “La pianura occidentale friulana”; La pianura in termini paesaggistici, se paragonata alla grandiosità della montagna o all'immensità del mare, sembra la parente povera: campi di mais, pioppeti, fossi trasformati in canali di scolo e prigionieri di argini in cemento. In realtà, la pianura, in particolar modo la pianura friulana, scampolo del "piccolo compendio dell'universo" descritto da Ippolito Nievo, ha molto da dire: sei "SIC-Siti di interesse comunitario", tra essi boschi, magredi e risorgive, sono compresi nella sola pianura pordenonese. E' che la pianura è ritrosa, ama farsi cercare, non si concede al primo arrivato: sennò come sarebbe possibile scoprire i rari endemismi floristici, come il fiordaliso friulano, i relitti glaciali come il fior di stecco, ...

Martedì 13 nov a Valvasone proiezione del videodocumentario “Tagliamento un fiume da amare e da rispettare” di R. Della Bianca e A. Martinis

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Martedì 13 novembre presso la Sala Roma alle ore 20.30, proiezione del videodocumentario “Tagliamento un fiume da amare e da rispettare” di Rino Della Bianca e Archimede Martinis, presentazione a cura dell’associazione “Assieme per il Tagliamento”. Solo dalle genti che abitano lungo le sponde del Tagliamento e lo vivono pienamente poteva nascere l’impulso irrefrenabile di condividerne le bellezze, nonché il suggerimento a fermarsi un attimo a contemplarne l’armonia, per scoprire lo scenario incantato e il delicato equilibrio che caratterizzano questo habitat naturale ove convivono innumerevoli specie di animali e vegetali che ai più sembrano esistere ormai solo nei libri. Archimede Martinis, profondo conoscitore del fiume e Rino della Bianca, fotografo e cineasta, entrambi di San Paolo al Tagliamento, hanno racchiuso buona parte di questo tesoro in centinaia di ore di riprese, dalle quali è stata selezionata una parte significativa a cui è stata aggiunta la voce di Licio De Clara ch...

Prati stabili di Pasian di Prato - 5^parte

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Si arriva così al tratto di strada, ora un sentiero campestre, del percorso che in epoca medioevale congiungeva Treviso con Udine, la cosiddetta strada “Trevisana” ed ai prati “del Beato Bertrando”, la tradizione popolare tramanda infatti il racconto che qui, nel giugno del 1350, avesse esalato l’ultimo respiro o comunque sostato il carro che lo trasportava, il patriarca di Aquileia Bertrando di Saint Geniés, colpito in un’imboscata a San Giorgio della Richinvelda ed in seguito trasportato a Udine. E’ collocato proprio lungo questo percorso infatti, un cippo con croce in ferro, restaurato nel 2005 (vedi qui ) . Diversa versione viene invece dalla storia ufficiale che vuole il patriarca ucciso mortalmente a San Giorgio e trasportato nella adiacente chiesa di San Nicolò (che conserva un trittico d’altare marmoreo del Pilacorte ) ed in seguito sepolto nel Duomo di Udine, amato dalla popolazione e venerato come taumaturgo venne poi proclamato Beato. Nel luogo dell’uccisione vi è un cip...

Prati stabili di Pasian di Prato - 4^ parte

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Un altro cespuglio che in questa stagione colpisce per i numerosi fiori bianchi è il sanguinello (Sànzit, Cornus sanguinea), è una specie officinale con proprietà anticoagulanti, i frutti sono ricchi di vitamina C ed i rami giovani per la buona flessibilità possono essere usati per intrecciare cesti mentre il legno più maturo per manici di attrezzi agricoli ancora alcune orchidee eccoci ora di fronte al simbolo dei prati stabili di Pasian di Prato, una secolare e maestosa farnia (Rôl, Quecus robur) superstite di una specie che nei secoli scorsi popolava comunemente tutti i boschi dell’attuale Pianura Padana, conosciuta anche come rovere di Slavonia , ha un legno duro e resistente, utilizzato per mobili pregiati e botti da invecchiamento vini e liquori mentre le ghiande che produce venivano utilizzate per l’alimentazione suina. Si continua quindi con la poligala (?, Polygala nicaeensis'?), una pianta che negli animali stimola la produzione di latte, già incontrata nelle G...

Prati stabili di Pasian di Prato - 3^ parte

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Proseguendo nella descrizione della mattinata nella zona dei prati stabili di Pasian di Prato, tra le numerose piante in fiore, ecco la biscutella (Vôi di Sante Lùzie, Biscutella laevigata), anche se la foto non è delle migliori…   numerose sono le orchidee caratterizza l’ambiente con i numerosi fiori la filipendula, già incontrata qui     e con i fiori gialli ecco invece la barba di becco già descritta qui   tappezza vaste aree la potentilla (Bielìte blancje, Potentilla alba), che darà poi fiori bianchi ed ecco quello che qui era privo di fiori, ed ora si presenta con grandi fiori blu violacei, è il lampascione, cipollaccio e sempre a macchie tappezzanti ecco una pianta molto utilizzata in passato per ricavarne, dalle radici, spazzole; è la trebbia maggiore (Cuadri, Chrysopogon gryllus) ancora rosa canina come qui ma con grandi fioriture

Prati stabili di Pasian di Prato - 2^parte

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Continua l’itinerario della mattinata a Pasian di Prato, in avvicinamento ai prati stabili, in un capo di mais prima dell’imminente aratura, troviamo una bella lattuga selvatica (Latùie salvàdie?, Lactuca serriola), da consumare lesse le foglie tenere. Ancora il farinello (Farinèle, Chenopodium album), già incontrato nelle Grave , pianta infestante dei campi coltivati  ma che può essere commestibile una pianta di crescione selvatico ormai avizzita ed uno scardaccione (Giardòn, Cirsium arvense), le cui radici hanno proprietà digestive e depurative, le foglie tenere, dal sapore di carciofo, sono usate in cucina lessate e saltate in padella anche con altre erbe. sempre tra i campi coltivati troviamo la malva (Malve, Malva sylvestris), usata nella medicina popolare ed in erboristeria per le sue proprietà emollienti dovute al fatto che è costituita principalmente da mucillagini. E’ un calmante del tratto gastrointestinale ma è utile anche in caso di bronchiti e disinfettante ...